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Home Notizie del 2009 Si fa quadrato contro il Bullismo

Si fa quadrato contro il Bullismo

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Si fa quadrato contro il Bullismo

Progetto presentato al Virgilio di Anzio e all’Itis di Nettuno

Studenti troppo aggressivi o troppo introversi. Si cerca di capire quali le difficoltà di entrambe le personalità che possono tramutarsi in vittime o aggressori in episodi che vengono spesso identificati come atti di bullismo. La scuola affronta il problema coinvolgendo gli studenti che, attraverso il progetto Peer Education, vengono formati all’ascolto ed a «gestire» in gruppo, eventuali soggetti a rischio, sia esso vittima o carnefice. Ovviamente, docenti e personale Ata è presente nel progetto ed a loro sono state forniti maggiori elementi informativi sul tema che lo scorso 11 maggio è stato presentato alla Scuola Media Statale Virgilio di Lavinio in rete con l’Itis Trafelli di Nettuno.

Non è semplice capire la dimensione del problema legato al bullismo poiché ancora non sono ben chiare dinamiche e l’entità ma questo non ferma la volontà comune atta ad impedire violenza e prevaricazione tra gli adolescenti. Alla presentazione del progetto anche i genitori di Francesco Scerbo ex alunno della scuola media e dell’Itis che nel 1995 perse la vita per un atto di bullismo. Sarà forse in nome di Francesco che il progetto ha ottenuto l’interesse di studenti ed Istituzioni che non hanno declinato la loro partecipazione per capire come e dove intervenire in maniera efficace per evitare che succedano altre tragedie come quella di Francesco, travolto dal treno in corsa. Nessuno ha mai dimenticato la storia di Francesco e la sua assurda morte, finito sotto i pesanti vagoni ferroviari perché un suo compagno all’interno del treno non gli lasciava la mano. Francesco pensava ad un gesto di riappacificazione ed ingenuamente ha allungato il braccio in segno di pace, neanche quando il treno ha iniziato a prendere velocità il compagno ha mollato la presa e Francesco è stato inghiottito dal treno. Dove intervenire, come intervenire e quando le diverse istituzioni, scuola e servizi sociali, famiglie e psicologi devono intervenire? Il progetto affronta tutte queste problematiche compresa la conoscenza del fenomeno per un intervento incisivo coinvolgendo anche i ragazzi che mal sopportano il bullo ma spesso lo temono. Sono loro a farsi «promotori e paladini» del rispetto reciproco dimostrando maturità nella partecipazione.
 

Fonte:  Scanner News