Di nuovo le ruspe a sorpresa al contestato Bambinopoli
I residenti bloccano i lavori di escavo ma non salvano due alberi secolari
Sono scesi di fretta e furia i residenti di via Candido De Angelis e via Francesco Breschi ad Anzio non appena avvistati i mezzi meccanici entrare nel terreno noto come Bambinopoli. Non si ferma la protesta degli abitanti dei palazzi confinanti per la nuova realizzazione edilizia di 60 appartamenti laddove il Prg prevede una altezza di due piani.
Alle 7 di lunedì sono scesi tutti in strada ed hanno chiamato le Forze dell’Ordine ma nel frattempo due alberi secolari erano già stati buttati a terra. Malgrado l’inchiesta della Procura della Repubblica su denuncia presentata dal comitato dei residenti, le ruspe hanno fatto il loro ingresso per lavori di preparazione. Nulla sapeva la Sovrintendenza dei Beni Archeologici del Lazio che con il funzionario Francesco Di Mario aveva palesato la volontà di ripetere i rilievi su quel terreno dove in molti asseriscono ci siano dei resti archeologici da preservare. Quel terreno sul quale i detrattori asseriscono ci sia un vincolo cinquantennale per area verde a uso pubblico, resta al centro di una accesa diatriba tra residenti e imprenditore dal cognome «importante». Molto si è parlato di Bambinopoli ed il primo cittadino di Anzio, Luciano Bruschini sta preparando un documento dettagliato di chiarimenti ribattendo punto su punto le contestazioni sollevate dai residenti. Quegli antichi resti romani a cui spesso si fa riferimento non sono usciti fuori nel primo sondaggio del terreno da parte della Sovrintendenza; le ultime testimonianze fotografiche risalgono agli ani 50 e da allora ad oggi troppe ruspe sono passate per quell’unico fazzoletto di verde rimasto nel “Quartiere dei Sindaci”. I residenti restano fermi nel chiedere che non vengano costruiti palazzoni ma che quel terreno resti a verde pubblico perché parco archeologico.
Fonte: Scanner News




