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Home Notizie del 2012 NETTUNO: DISCORSO DEL SINDACO IN OCCASIONE DEL 68° ANNIVERSARIO DELLO SBARCO

NETTUNO: DISCORSO DEL SINDACO IN OCCASIONE DEL 68° ANNIVERSARIO DELLO SBARCO

NETTUNO: DISCORSO DEL SINDACO IN OCCASIONE DEL 68° ANNIVERSARIO DELLO SBARCO

Buongiorno a tutti, saluto il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini, saluto il Senatore Candido De Angelis, saluto i Sindaci e i rappresentanti delle città limitrofe, saluto il generale di Brigata Lorenzo Santella, saluto le rappresentanze delle ambasciate degli Stati Uniti e di Gran Bretagna, saluto i rappresentanti delle Forze Armate e dei corpi di polizia operanti sul nostro territorio, saluto le rappresentanze combattentistiche e d'arma e infine saluto tutti i miei concittadini venuti a celebrare il 68° Anniversario dello Sbarco di Anzio e Nettuno.

Ritengo doveroso rivolgere un saluto particolare agli uomini della Guardia Costiera: in questi giorni, i vostri colleghi della Capitaneria di Porto di Livorno hanno svolto un lavoro eccezionale per soccorrere le vittime del naufragio della Costa Concordia, e continuano a impegnarsi seriamente nelle continue ricerche dei sopravvissuti e per evitare che la tragedia del naufragio possa trasformarsi in un disastro ambientale. Gli uomini della Guardia Costiera sono giustamente orgogliosi del corpo di cui fanno parte: a tutti voi va il nostro ringraziamento per quanto continuate a fare per la nostra sicurezza e per la tutela delle coste e del territorio.

La grandezza degli uomini spesso emerge nei momenti più tragici e difficili: durante i giorni dello Sbarco ci sono stati innumerevoli episodi di eroismo, umanità e altruismo, alcuni dei quali ci sono stati raccontati dai nostri padri e dai nostri nonni. Oggi siamo qui riuniti nella data dell'Anniversario dello Sbarco non tanto per celebrare l'episodio bellico, quanto per rendere il dovuto omaggio a tutte quelle persone che hanno saputo affrontare le fatiche imposte dalla guerra con dignità e coraggio, sia come militari che come semplici civili. E' la loro memoria che ci deve servire da esempio durante le difficoltà più o meno grandi che ci troviamo ad affrontare nel corso della vita.

La città mostra ancora le cicatrici di quei giorni lontani del 1944: il Cimitero Monumentale Americano, dove andremo tra poco, è uno dei segni più evidenti della ferita inflitta alla generazione di uomini che ha vissuto la guerra. Eppure, guardando le foto d'epoca dei soldati impegnati a Nettuno, è possibile leggere su quei visi la consapevolezza di essere un esercito liberatore e non occupante: la vera forza del rapporto che si instaurò tra i militari angloamericani e la popolazione locale sta proprio nello spirito e negli ideali che mossero quelle persone ad attraversare l'oceano per venire a combattere sulle nostre coste.

Gli uomini sono sempre responsabili delle proprie azioni: la grandezza o la meschinità dei loro atti è il frutto dello spirito che hanno deciso di seguire e abbracciare. Il sacrificio di migliaia di ragazzi che hanno combattuto e perso la vita sul nostro territorio; la dignità di chi ha dovuto far fronte alle privazioni della guerra; la forza d'animo di chi, sfollato, ha dovuto attendere mesi prima di far ritorno alla propria casa: sono tutti esempi di nobiltà umana espressa in uno dei momenti più difficili e tormentati della storia. Seguiamo il loro esempio e impariamo dal loro ricordo: solo così potremo dire di aver realmente reso omaggio alla memoria di tutte le persone che celebriamo in occasione dell'Anniversario dello Sbarco. Grazie a tutti.