DISCORSO DEL SINDACO ALESSIO CHIAVETTA IN OCCASIONE DEL 67° ANNIVERSARIO DELLO SBARCO 22 GENNAIO 2011
Buongiorno a tutti, saluto il Vicesindaco di Anzio Ruggero Garzia, saluto il Senatore Candido De Angelis, saluto i Sindaci e i rappresentanti delle città limitrofe, saluto il generale di Divisione Adriano Vieceli, saluto i rappresentanti delle Forze Armate e dei corpi di polizia operanti sul nostro territorio, saluto le rappresentanze combattentistiche e d’arma e infine saluto tutti i nostri concittadini venuti a celebrare il 67° Anniversario dello Sbarco di Anzio e Nettuno.
Dedico il mio primo pensiero a Luca Sanna, il giovane alpino di trentatre anni che ha perso la vita in missione in Afghanistan: Sanna si aggiunge alla lista di coloro che hanno perduto la vita nell’impegno di pacificare un Paese lontano e tormentato, sapendo tenere alto il nome dell’Italia. Vedo una forte analogia tra l’impegno dei nostri connazionali all’estero e il sacrificio dei tanti giovani americani e inglesi che sono sbarcati sulle nostre coste 67 anni fa per portare la democrazia e la libertà ad un Paese oppresso dalla dittatura nazifascista.
Quando partecipiamo a queste cerimonie istituzionali, quando ci fermiamo a celebrare le date e gli anniversari di questi eventi che hanno cambiato la storia di Nettuno, dell’Italia e del mondo, dobbiamo ricordare i motivi e gli ideali che mossero quegli uomini perché diventino di esempio per noi contemporanei; il desiderio di libertà e la volontà di democrazia che mossero quegli uomini sono diventati sentimenti condivisi e patrimonio di noi Italiani, basi fondanti della Costituzione Italiana: nessun tentativo di revisione storica potrà mai offuscare la rinascita dell’Italia proprio in seguito alla liberazione alleata.
Quest’anno celebriamo i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, l’anniversario della nascita dello Stato Italiano; per arrivare a tale importante traguardo abbiamo dovuto passare attraverso guerre sanguinose, e soltanto dopo la Prima Guerra Mondiale il tricolore poteva finalmente sventolare su Trento e Trieste: tanti giovani Italiani hanno però dovuto pagare con la vita il loro impegno per realizzare l’unità d’Italia. Dobbiamo sempre tenere a mente tale sacrificio, soprattutto quando qualcuno sceglie consapevolmente di screditare il Risorgimento e il processo di unificazione per qualche interesse personale.
L’Italia libera, democratica e moderna, lo Stato in cui oggi viviamo e di cui facciamo parte, le Istituzioni di cui anche il nostro Comune fa parte, sono il frutto di un lungo percorso storico e di maturazione civile: i padri fondatori del Risorgimento hanno saputo raccogliere il desiderio di un popolo e forgiare una nazione unita, gli Alleati anglo-americani che sono venuti a morire sulle nostre coste ci hanno ridato la democrazia e ci hanno insegnato che bisogna saper difendere tali valori. Per questi motivi continuiamo a celebrare l’Anniversario dello Sbarco, e per gli stessi motivi stiamo celebrando il 2011 come l’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
A noi, oggi, spetta il compito di dimostrare di aver imparato dall’esempio di chi ci ha preceduto. Gli uomini come Luca Sanna lavorano per restituire ad altri popoli la speranza di un futuro più sereno, superando un presente calpestato dall’oppressione e dalla guerra: in Paesi lontani, la bandiera italiana assume il significato di un ritorno alla libertà e alla democrazia, offrendo ad altri il dono che fu fatto a noi in passato. L’esempio continua ad essere trasmesso, anche quando questo purtroppo comporta il sacrificio più alto, quello della vita: proviamo un sincero sentimento di gratitudine nei confronti di chi ci ha lasciato in eredità una nazione unita e la democrazia per poterla amministrare, e proviamo un’altrettanto sincera riconoscenza per chi mette a rischio la propria vita affinché un giorno tutto il mondo possa condividere tali valori. Grazie.


