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Home Notizie del 2010 Il giorno della memoria: discorso del Sindaco Alessio Chiavetta

Il giorno della memoria: discorso del Sindaco Alessio Chiavetta

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Il giorno della memoria

discorso del Sindaco Alessio Chiavetta 

Il giorno della memoria. Discorso del sindaco Alessio Chiavetta

Buongiorno a tutti, saluto il direttore dell’Istituto per Ispettori di Polizia Giuseppe Reccia, saluto tutti i rappresentanti delle autorità civili e militari e tutti i miei concittadini venuti a celebrare questo Giorno della Memoria e a rendere omaggio alla figura di Giovanni Palatucci.

E’ necessario sottolineare il senso di questa giornata, del valore del Giorno della Memoria: siamo qui per ricordare le vittime della follia nazifascista e ricordare chi si oppose proprio a quella follia, come il questore Giovanni Palatucci. La memoria oggi ha due profondi significati: dobbiamo rendere omaggio a chi è stato vittima delle leggi razziali e ha perso la vita nei campi di sterminio, e dobbiamo avere ricordo di quelle persone, veri e autentici eroi, che si sono prodigati ad aiutare i perseguitati esponendosi in prima persona a rischio della propria stessa vita, in tempi difficili e pericolosi.

Il giorno della memoria. Discorso del sindaco Alessio Chiavetta

Esistono il bene e il male, e in quegli anni non troppo lontani esistevano una parte giusta e una sbagliata: il questore Giovanni Palatucci è uno dei migliori esempi di chi ha voluto trovarsi dalla parte giusta, dando ascolto al proprio cuore e non scegliendo la via comoda del silenzio e della connivenza. Palatucci era un uomo dello Stato, un funzionario di Polizia che, secondo gli ordini dei suoi superiori, avrebbe dovuto collaborare ai rastrellamenti e agli arresti della popolazione ebraica; la sua coscienza, però, non poteva rimanere immobile di fronte all’immane tragedia che si andava già profilando, e come questore di Fiume decise di agire per mettere in salvo quante più persone possibile.

La grandezza di quest’uomo e la semplicità con cui faceva del bene si ritrovano tutte nelle parole di una lettera che Giovanni inviò ai suoi familiari e che vorrei leggervi: “Ho possibilità di fare un po’ di bene e i beneficiati me ne sono assai riconoscenti. Nel complesso riscontro molte simpatie. Di me non ho altro di speciale da comunicare”. Grazie a quel “po’ di bene”, Giovanni Palatucci mise in salvo cinquemila ebrei, cinquemila persone che trovarono rifugio nel Sud Italia, in Svizzera e in Israele grazie all’assistenza del questore di Fiume.

Dovete essere orgogliosi che uomini di questo genere abbiano vestito la divisa della Polizia di Stato, uomini capaci di non piegarsi ai soprusi e alla minaccia delle armi; in un periodo così buio per l’Italia come quello della dittatura e dell’occupazione nazifascista, Palatucci è stato un esempio luminoso che ha dimostrato come fosse possibile un’alternativa a quel mondo fatto di violenza e di dolore. Ed è anche per uomini come lui che, come abbiamo ascoltato, è stato istituito il Giorno della Memoria: “per coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

“Anche in campi e schieramenti diversi…” Non era necessario vestire un’uniforme per vedere quali atrocità si stavano compiendo e per tentare di opporsi: oggi, in questo Giorno della Memoria, non facciamo divisioni ideologiche, ma siamo consapevoli della distinzione tra chi ha preferito collaborare con l’occupante nazista e chi, anche a prezzo della propria vita come Palatucci, ha voluto aiutare i perseguitati. Ricordarlo è un atto doveroso per il rispetto della memoria di queste persone.

Credo nel libero arbitrio e nella possibilità di scegliere tra il male e il bene: ogni giorno, nel piccolo e nel grande, dobbiamo compiere questo tipo di scelte. Non si può non scegliere, anche l’immobilismo comporta delle conseguenze: settant’anni fa l’Europa decise di rimanere a guardare, prima di essere aggredita e travolta dalla macchina da guerra nazista. Per questo dobbiamo ricordare, per questo dobbiamo imparare dai nostri errori; le vittime commemorate dal Giorno della Memoria ci ammoniscono a non renderci mai più complici di tragedie di questo tipo. Grazie a tutti.