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Home Notizie del 2010 Discorso del Sindaco Alessio Chiavetta in occasione del giorno dell’unità nazionale e per la giornata delle forze armate

Discorso del Sindaco Alessio Chiavetta in occasione del giorno dell’unità nazionale e per la giornata delle forze armate

Nettuno

Discorso del Sindaco Alessio Chiavetta in occasione del giorno dell’unità nazionale e per la giornata delle forze armate

Buongiorno a tutti, saluto il Vicesindaco di Anzio Ruggero Garzia, saluto il generale di Divisione Adriano Vieceli, saluto i rappresentanti delle Forze Armate e dei corpi di polizia operanti sul nostro territorio, saluto le rappresentanze combattentistiche e d’arma, e infine saluto i nostri concittadini venuti a festeggiare la giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Proprio il 4 novembre del 1918 entrava in vigore l’armistizio tra l’Italia e l’Impero Austroungarico, un armistizio che metteva fine a quattro anni di guerra sanguinosa e che sanciva il passaggio delle città di Trento e Trieste all’Italia, terminando così il lungo processo di unificazione iniziato oltre cinquant’anni prima. La nascita dello Stato Italiano infatti ha una data precisa, quella del 17 marzo 1861, quando il Parlamento di Torino proclama Vittorio Emanuele II Re d’Italia: il prossimo anno festeggeremo l’anniversario dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, una ricorrenza che verrà celebrata su tutto il territorio nazionale con i dovuti onori.

L’unificazione dell’Italia è stata lunga e sofferta, e proprio le Forze Armate, a cui oggi rendiamo omaggio, possono darci testimonianza di quale tributo di sangue sia stato versato per l’ideale dell’Unità prima e della Democrazia poi: abbiamo dovuto attraversare ben tre Guerre d’Indipendenza e due Guerre Mondiali per giungere allo Stato Italiano così come lo conosciamo oggi. Ma proprio nei momenti più difficili e dolorosi è venuto fuori il più puro sentimento nazionale: all’interno delle trincee della Prima Guerra Mondiale gli italiani hanno imparato a riconoscersi come popolo unito, e attraverso l’esperienza della Resistenza hanno appreso il valore della Democrazia.

Voglio riportarvi alcune parole del nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, pronunciate lo scorso 4 novembre di fronte al contigente Unifil impegnato in missione di pace in Libano:
“Nella seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre, cittadini e soldati che avevano saputo affrontare per anni con dignità e senso del dovere le prove e i sacrifici di una sciagurata impresa bellica, si ritrovarono di nuovo insieme, questa volta "uniti contro la guerra", contro il prolungarsi di una guerra di conquista e di sopraffazione, per un'Italia libera, finalmente grande democrazia tra le democrazie, costruttrice primaria della pacifica cooperazione tra i popoli, tesa a crescere in rinnovata unità nazionale entro il grande, magistrale quadro di principi e di valori della Carta Costituzionale.”

Il nostro Presidente ci ha ricordato il ruolo che hanno oggi le nostre Forze Armate: un impegno contro la guerra, in ogni parte del mondo in cui si verifichino minacce alla pace o ci sia necessità di prestare aiuto alla popolazione civile e indifesa. Sono migliaia i soldati italiani schierati in diverse parti del mondo, compreso il contingente impegnato in Afghanistan che continua a pagare un ingente tributo di vite nello sforzo di pacificare tale Paese: il loro sacrificio e il loro impegno a tenere alto il nome dell’Italia all’estero viene riconosciuto e rispettato da tutti noi.

Nel lungo processo di identificazione come popolo e Stato, gli italiani hanno imparato ad amare le proprie Forze Armate e a riconoscere in loro un simbolo di unità nazionale: il 4 novembre non è una data che celebra semplicemente una vittoria militare, ma è un anniversario che rende omaggio all’Italia nella consapevolezza degli sforzi che sono stati necessari per renderla una nazione unita e democratica. A tutte le Forze Armate, Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, va oggi il nostro ringraziamento per lo sforzo profuso a tale scopo e per il prezzo che è stato pagato per raggiungerlo. Viva le Forze Armate, viva Nettuno, viva l’Italia!